CICCONE
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Introduzione Metamorphosis
Maurizio Vanni
Pietro Chegai Editore
Firenze
2000

di Antonio Paolucci

 

 

Nell'anno che vede in Palazzo Strozzi la grande mostra di Pietro Annigoni, Antonio Ciccone - forse il migliore certo il più fedele fra i suoi allievi - ha voluto dedicargli un singolare omaggio. Sono ritratti, ritratti del Maestro eseguiti dal discepolo sul filo della emozione e della memoria; una serie di grandi ritratti monocromi minuziosamente, implacabilmente, teneramente disegnati.

Pietro Annigoni è rappresentato in varie positure e in differenti espressioni. E' un unico ritratto che si frantuma e si moltiplica in molti altri. E' un viaggio intorno alla psicologia e alla personalità di un artista fatto da un artista che non solo ha conosciuto frequentato e amato il ritrattato quando era in vita ma ne ha condiviso le scelte estetiche collocandosi oggi, nel panorama dell'arte italiana, come erede consapevole e amministratore privilegiato del suo lascito culturale.

C'è un accanimento di affetto - se così si può dire - nei ritratti di Ciccone, e c'è al tempo stesso la lucidità della memoria che si svela in esattezza e splendore. Sono ritratti che vengono dal cuore ma sono anche ritratti che sottopongono l'emozione al rigore del disegno. Il Disegno che è, come insegnava Annigoni, l'anima razionale delle cose, lo strumento che permette lo scrutinio intellettuale del mondo visibile.

Antonio Ciccone possiede un sapienza tecnica stupefacente, il suo segno ha la fluidità e la fulminia efficacia tipiche dei grandi maestri della grafica. E' in grado di cogliere i caratteri fisionomici delle persone ritratte con percezione mimetica assoluta. Però Antonio Ciccone sa (anche questo gli ha insegnato il suo maestro Annigoni) che il Vero è un mistero ontologico, che nessuno mai riuscirà a rappresentare le cose come realmente, intimamente, definitivamente sono. La pittura della realtà è una approssimazione "ad infinitum". Questo è particolarmente vero quando si affronta il ritratto. Il Pietro Annigoni che Antonio Ciccone affida ai suoi bellissimi disegni segna il punto di massima vicinanza possibile al "vero" Annigoni che ha abitato questa città e che abbiamo conosciuto. Eppure noi avvertiamo che al di là del ritratto visibile, oltre l'immagine, c'è qualcos'altro. Ci sono pensieri che nessuno mai potrà mettere in figura, c'è l'incognito o, per meglio dire, l'inconoscibile che abita in ognuno di noi. Il ritrattista autentico (e tanto più quanto più si sforza di essere vero) riesce a far intendere l'enigma che in ogni volto umano è significativo. Più si conosce una persona più la si frequenta e la si ama e più si è consapevoli del mistero che vive in lei. I ritratti di amore e di memoria che Antonio Ciccone ha dedicato al suo maestro ci fanno capire che le cose stanno esattamente così.






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