|
San Giovanni Rotondo e Firenze
In Mostra e in un Nuovo Libro i Temi di Antonio Ciccone
"Il paesaggio lo si incontra preferibilmente nella pittura di Ciccone,
calde e rocciose tranche di Gargano che si impongono in scorci e prospettive
azzardate tali da poter essere percepiti anche quali trame informali,
composite di frastagliate campiture cromatiche e di segni, sfocianti
in cieli luminosi, d'infinito. Il ritratto attraversa ugualmente il
modo pittorico e quello grafico del disegno, del carboncino, nel primo
caso emergendo, quasi stagliandosi, nel nitido e acceso spartito cromatico
che definisce uno spazio lineare e geometrico, nel secondo - forse in
virtù di una materia che più d'ogni altra appare congeniale
all'autore - risolvendo il tema del contrasto in una desueta armonia
tra la figura o il volto ritratti e la superficie che li accoglie in
un bianco, l'immenso, percorso da linee essenziali, simbolici riferimenti.
Qui vi è già la chiave di tutto il lavoro di Ciccone,
della sua peculiare espressività, nel sapiente amalgama, nella
fusione coerente, tra l'intensa interpretazione del vero e la libera
e spaziale definizione del campo visivo. Magistrale è infatti
la soluzione formale che sottende sempre una comunicazione particolare
tra il soggetto come elemento parziale, microcosmo, e dunque indagato
nelle sue pieghe più vere, e il suo circostante, il macrocosmo,
incommensurabile e misterioso."
Roberta
Fiorini
Firenze
1995
|