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Da I Ritratti e gli "Atleti"
nell'Opera Grafica di Antonio Ciccone
"Ma non è importante, di fronte a questi ritratti, porsi
il problema della riconoscibilità del soggetto poiché
comunque lo andremo a conoscere nella eloquente comunicazione che Ciccone
gli attribuisce. Ognuno di loro è un racconto che leggiamo nelle
pieghe d'espressione, nella luminosa verità dello sguardo e ne
percepiamo l'esperienza malinconica o grandiosa, la vivacità
intellettuale o la curiosità alla vita o magari l'impenetrabilità.
Infatti non c'è elegia né alcun canone preconfezionato,
non lo sono le pose né l'inquadratura nella pagina, c'è
l'autenticità della partecipazione psicologica, la ricchezza
di una rara sensibilità tecnica, l'esperienza di un artista che
fa del disegno un'espressione a tutto tondo.
Roberta
Fiorini
Firenze
1998
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