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Sarà
inaugurato a Ponte Buggianese il grande affresco di Ciccone sulla nascita
di Gesù
Un
Cristo allaperto e in piena luce per una natività insolita
e originale
di Rosella Tarchi
Nella
Sala delle Aduanze della chiesa di Ponte Buggianese, località
vicino a Montecatini, verrà inaugurato prossimamente un grande
affresco di Antonio Ciccone (m. 6,60x3), che ha per soggetto La Natività
e il cui cartone preparatorio è già conosciuto ai lettori
di TOSCANAoggi per essere stata la copertina del numero del Natale scorso.
Realizzato nella parete accanto alla Tebaide di Pietro Annigoni, questa
Natività si presenta come unopera quanto mai affascinante
e nella sua concezione globale nuova, originale e di grande respiro.
In mezzo ad una natura brulla che ricorda il paesaggio garganico, campeggiano
le figure di Giuseppe, Maria e Gesù Bambino.
Abbiamo incontrato lartista nel suo studio di Via dei Serragli
mentre attende alla realizzazione di una grande tela con la Resurrezione,
che verrà collocata sullaltar maggiore di un nuovo monastero
del Gargano.
Ciccone, perché hai scelto di rappresentare la nascita di
Cristo non in una capanna, ma in uno spazio aperto e in piena luce?
Ritengo che la terra sia la casa di Cristo, il cielo il suo tetto e
lo spazio i suoi muri, mi è sembrato questo lambiente migliore
per far nascere il Salvatore del mondo. E nel realizzare questo paesaggio,
quasi primordiale, mi sono ispirato alla mia terra natìa, il
Gargano, anche perché quel tipo di natura mi dà un gran
senso di solitudine, una solitudine naturale. Ho voluto dipingere la
scena in pieno sole perché Gesù è il portatore
della luce e quindi non avrebbe senso per me realizzare una natività
notturna.
Nella tua opera hai rappresentato Maria seduta che legge un libro,
Giuseppe in piedi e Gesù Bambino con i segni della Passione.
Qual è il significato di una così insolita interpretazione
della Natività?
Maria seduta lho ritratto mentre legge il Magnificat: Ecco
io sono lancella del Signore
;
Giuseppe invece al suo fianco è avvolto in un manto rosso mattone
come fosse una colonna, e questo per meglio significare il dono della
sua volontà, nella totale obbedienza al Padre celeste rappresentato
nella sfera in alto. Infine, Gesù Bambino giace per terra perché
in un certo senso Dio stesso ha scelto che suo Figlio sarebbe nato fra
gli uomini ed ha le stigmate perché queste sono il segno della
sua missione di dolore e di resurrezione: sono la prova della sua derivazione
dallo Spirito e la dimostrazione che luomo è per lEterno.
Cosa hai voluto esprimere inserendo questi animali al posto dei più
tradizionali pastori ed angeli?
La cosiddetta pittura religiosa deve parlare a tutti, deve essere portatrice
di messaggi universalmente comprensibili. Per questo ho pensato a degli
animali: il leone è il simbolo della legge, il gallo è
il risveglio delluomo con il suo canto annunziatore, lagnello
è la mansuetudine e la fedeltà, nonché il simbolo
dellagnello mistico, gli asinelli, infine, esprimono lamore
umano.
Sul lato destro dellaffresco, entro un rettangolo, ti sei ritratto
di spalle mentre dipingi la Resurrezione, vuoi spiegarci perché?
E molto semplice: questo autoritratto è un po tutti
noi che siamo alla ricerca della Verità e la Resurrezione è
la verità profonda: Dio è vita.
Unultima domanda. Quale influsso ha avuto lincontro con
Padre Pio sulla tua personalità di artista?
Padre Pio è stato per me come una bomba. Lho
conosciuto da bambino, andavo da lui a confessarmi, e fu proprio lui
che mi aiutò a venire a Firenze per poter studiare disegno e
pittura dalla signora Simi e da Annigoni. E fu proprio grazie a lui
che una famiglia di Firenze, la fam. Fancelli, a lui devota, mi accolse
in casa per sette anni. Potei così realizzare il mio sogno di
diventare pittore. Ma al di là di questo, P. Pio è stato
per me uno stimolo spirituale, mi ha insegnato a cercare sempre di essere
un uomo aperto che sa esprimersi con chiarezza, ma soprattutto che sa
andare alla radice profonda delle cose: e p. Pio era un uomo che testimoniava
questo.
TOSCANAoggi
14
febbraio 1988
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